Maga Circe, un* di noi

L’isola di Eea vi suona familiare? No? Eppure dovrebbe, se solo aveste prestato un minimo di attenzione in più durante le lezioni di epica alle scuole medie! Lo so che è passato un po’ di tempo da allora, però è importante che spremiate le meningi, perché è proprio in quest’isola -identificata nella zona del Circeo odierno – che inizia la storia di una delle donne più incomprese e mal viste dell’Odissea. Ed è una storia che potrebbe suonarvi familiare.

Immagina di essere una dea minore, non potente quanto Atena ma con più poteri di una semplice ninfa. Tuo padre è un titano assente e, siccome tutti pensano che sei un po’ strana, per punizione ti fanno trascorrere l’eternità in solitudine su un’isola. Ti hanno sempre fatto credere di non valere niente, ma tu inizi a sviluppare poteri magici e a capire come fare pozioni (pharmaka) con le erbe della tua isola, ed è proprio grazie a questi intrugli naturali che hai imparato a trasformare gli uomini in maiali.

Adesso scommetto che vi ricordate di Circe, si, la Maga Circe! Tutti si ricordano di lei solo perché ha trasformato l’equipaggio della nave di Ulisse in un branco di maiali. Da allora nell’immaginario collettivo Lei è divenuta il simbolo della lusinga sessuale femminile, della seduzione perfida e maligna. L’ennesima Femme Fatale di turno che illude dei poveri ed ingenui maschi. Tipico cliché delle storie narrate da uomini.

Ora ditemi, vi siete mai chiesti perché Circe ha trasformato questi tizi in maiali? A questo punto, vorrei farvi conoscere Madaline Miller una donna guarda caso– che con il suo libro Circe, racconta la storia dell’enigmatica figura della Dea incompresa.

La colpa di Circe è stata quella di nascere donna, per giunta pure sgraziata e bruttina. Tutte caratteristiche che la collocano ai margini della vita sociale nel palazzo di suo padre, il super titano Elio. Finché si trattava di un fattore estetico, riuscivano a tollerarla, ma quando iniziò a sviluppare poteri magici decisero di esiliarla.

Si, c’era stato quel piccolo incidente con Scilla, dovuto ad un leggero eccesso di gelosia, ma dobbiamo dircila verità: quella ninfa se l’è meritato di finire cosi, perché va bene essere bella ma pure stronza no! A quale incidente mi riferisco? Be diciamo che, prima di diventare un orribile mostro, Scilla era una bellissima ninfa, che aveva deciso di pestare i piedi alla dea sbagliata. Questo piccolo incantesimo non solo è costato a Circe il suo primo grande amore, ma ha fatto si che le divinità notassero le sue potenzialità.

Una donna poco affascinante poteva anche essere tollerata, ma se diventava pure una minaccia per i più potenti, bisognava solo farla sparire. Ma Circe non si perde d’animo e affronta il suo destino a testa alta; si gode il tempo e l’isola che ha a disposizione per affinare le proprie arti magiche e creare nuovi incantesimi, e sarà proprio con uno di questi che riuscirà a salvarsi la vita.

Circe è una dea molto particolare, ma al tempo stesso comune e umana. La sua storia ci fa capire che la conoscenza e la sapienza sono sempre un ostacolo per il potere. Sono passati secoli, eppure molte persone come Circe, si trovano ad essere vittime di pregiudizi, morali e non.

Vi consiglio questa lettura perché scoprirete una figura vicina a voi. Non vedrete più una seducente strega ammaliatrice, ma un’amica, un’amante e una madre. Potrebbe capitare anche a voi, quello che è successo a me, ovvero di ritrovarvi più e più volte nei panni di Circe e di pensare: forse faceva bene a trasformali in maiali!

Articolo di Michela Garofalo
Girl in the picture: Nicole Santin

The Sorceress Circe, one of us

Does the island of Eea sound familiar? No? And yet it should, if only you had paid a little more attention during your epics lessons in middle school. I know it’s been a while since then, but it’s important to put your thinking cap on, because it is precisely on this island – identified in the area of today’s Circeo – that the story of one of the most misunderstood and disliked womens in the Odyssey begins. And it is a story that might sound familiar.

Imagine you are a minor goddess, not as powerful as Athena but with more powers than a simple nymph. Your father is an absent Titan and, because everyone thinks you’re a bit weird, as a punishment they make you spend eternity alone on an island. You have always been made to believe that you are worthless, but you begin to develop magical powers and understand how to make potions (pharmaka) from herbs on your island, and it is thanks to these natural concoctions that you learn to turn men into pigs.

Now I bet you remember Circe, yes, the Sorceress Circe! Everyone remembers her only for having transfigured the crew of Ulysses’ ship. Since then, in the collective imagination, she has become the symbol of female sexual flattery, of wicked and malicious seduction. The umpteenth Femme Fatale who deludes poor and naive males. A typical cliché of stories told by men.

Now tell me, have you ever wondered why Circe turned those men into pigs?  I would like to introduce you to Madaline Miller, coincidentally a woman, who with her book “Circe(2018), tells the story of an enigmatic misunderstood Goddess.

Circe’s fault was being born a woman, moreover ungainly and a little ugly. All characteristics that put her on the fringes of social life in the palace of her father, the super titan Helios. As long as it was an aesthetic factor, they could tolerate her, but when she began to develop magical powers they decided to exile her.

Yes, there had been that little incident with Scylla, due to a slight excess of jealousy, but we must tell ourselves the truth: that nymph deserved to end up like that, because it’s all right to be beautiful but not a bitch either! Which incident am I referring to? Well, let’s just say that, before becoming a horrible monster, Scylla was a beautiful nymph who decided to step on the wrong goddess’s toes. This little spell not only cost Circe her first great love, but also made the gods notice her potential.

An unattractive woman could be tolerated, but if she became a threat to the most powerful, she had to be made to disappear. But Circe did not lose heart and faced her fate with her head held high; she enjoyed her time and exile on the island and perfected her magic arts, creating potions with the herbs she had at her disposal. It is with one of these spells that she manages to save her life.

Circe is a very special goddess, but at the same time common and human. Her story makes us understand that knowledge and wisdom are always an obstacle to power. Centuries have passed, and yet many person like Circe find themselves victims of prejudices, moral and otherwise.

I recommend this reading because you will discover a figure close to you. You will no longer see a seductive, bewitching witch, but a friend, a lover and a mother. It could happen to you, too, what happened to me, that is, to find yourself again and again in Circe’s shoes and to wonder: maybe she was right to turn them into pigs.

English Translation by GIORGIO MARSULLI