La Papessa: una guida silenziosa all’introspezione

L’Arcano Maggiore numero 2, la Papessa, è una delle figure più enigmatiche e profonde del mazzo dei Tarocchi.

Simbolo di conoscenza segreta, introspezione e saggezza, rappresenta il sapere che non si manifesta in modo immediato, ma che si svela solo a chi è pronto ad accoglierlo. Legata perciò, alla dimensione del mistero e della spiritualità, questa lama ci invita alla riflessione, all’attesa e alla comprensione interiore. Ma per comprenderne davvero il significato recondito, è necessario analizzare la sua iconografia, le radici simboliche e i riferimenti mitologici che la accompagnano.

Nelle rappresentazioni tradizionali, come il mazzo di Marsiglia o il Rider-Waite, la Papessa appare seduta su un trono, avvolta in un lungo manto, con un libro aperto o parzialmente chiuso sulle ginocchia. Il libro, si sa, sin da tempi immemori, simboleggia il sapere, e, nel caso del contesto tarologico, essere parzialmente aperto, suggerisce l’attesa paziente di una rivelazione mediata e meditata. D’altronde, ci sono segreti da custodire e verità che si comprendono solo con il tempo e l’esperienza.

Un altro dettaglio che colpisce subisce l’osservatore, è senza dubbio, il copricapo della donna raffigurata, simile alla tiara della controparte maschile o addirittura, alla mitra delle alte sacerdotesse dell’Antico Egitto, dove la sapienza spirituale e l’autorità esoterica erano da loro custodite. La figura protagonista dell’arcano numero 2, si interpone come medium per accedere alla conoscenza superiore, attraversando il confine tra il visibile e l’invisibile, la Vita e la Morte.

Ed è proprio su quest’ultimo dualismo, prerogativa principale della lama, sul quale vorrei soffermarmi.

Oltre al numero due presente alla sommità dell’arcano, il dialogo sinergico della carta va a innestarsi anche nelle due colonne (nera e bianca) tra cui siede la Papessa, Jakin e Boaz, fanno nuovamente riferimento alla simbologia del Tempio di Salomone, rappresentando la dualità degli opposti: maschile e femminile, luce e ombra, conscio e inconscio. Ella è perciò, il punto di equilibrio tra queste forze, l’intermediaria tra il mondo materiale e quello spirituale.

La Papessa trova i suoi riferimenti mitologici in diverse figure della tradizione antica. Un parallelismo evidente è con Ecate, la dea greca degli incroci, della magia e degli inferi. Come Ecate infatti, la protagonista della seconda lama, è custode di conoscenze segrete, una guida per chi è disposto ad esplorare i misteri dell’esistenza. Ecate, spesso raffigurata con una torcia, simboleggia l’illuminazione interiore, lo stesso concetto della saggezza silenziosa della Papessa.

Un altro legame forte è con Persefone, la figlia di Demetra rapita da Ade, che divide il suo tempo tra il mondo sotterraneo e quello dei vivi. Non c’è da meravigliarsi. Dopotutto, Persefone è l’archetipo dell’iniziazione: attraverso il suo viaggio negli inferi, acquisisce la conoscenza dei cicli della Vita e della Morte, diventando la Regina degli Inferi e mediatrice tra due mondi, esattamente come la Papessa e la sua incarnazione.

Nel mondo egizio, l’arcano può essere associata a Iside, dea della magia, della saggezza e della resurrezione, detentrice di un sapere occulto tramandato solo a chi è degno. Il mito di Iside e Osiride, che racconta la ricerca della conoscenza attraverso la perdita e la rinascita, è centrale anche nella simbologia della Papessa.

Infine, nella mitologia nordica, un parallelo interessante è con Frigg, la moglie di Odino e dea della sapienza. Frigg conosceva il destino di ogni essere, ma sceglieva di non rivelarlo, incarnando la saggezza nascosta e il sapere che deve essere cercato, proprio come suggerisce la seconda carta del mazzo dei tarocchi.

Ed eccoci quindi arrivati alla spiegazione pratica.

Se il Bagatto (Arcano I) rappresenta l’azione e la volontà di manifestare qualcosa nel mondo, la Papessa è il suo opposto: l’attesa, la meditazione, la saggezza silenziosa.

Il numero 2 simboleggia dualità, equilibrio e ricettività. È l’opposto dell’uno, principio attivo e creativo, e rappresenta l’accoglienza, la gestazione e il potenziale ancora inespresso. La Papessa è l’intuito, i sogni e il subconscio, e si collega ai segni zodiacali del Cancro e, talvolta, della Vergine, simboli di purezza e conoscenza segreta.

Quando La Papessa appare in una lettura, invita alla prudenza e alla riflessione prima di agire. Suggerisce che le risposte non si trovano nel mondo esterno, ma dentro di noi, e che per scoprirle è necessario fermarsi, ascoltare e attendere. Può indicare un periodo di studio, di apprendimento o di introspezione necessaria per affrontare una situazione con maggiore consapevolezza.

In amore, suggerisce una connessione profonda, ma anche la necessità di comprendere i propri sentimenti prima di prendere decisioni. Nel lavoro, segnala il bisogno di acquisire nuove competenze o di attendere il momento giusto per agire. Nella crescita personale, invita a esplorare il mondo interiore, attraverso la meditazione, la lettura o la ricerca spirituale.

E se appare capovolta? La risposta è molto semplice: può segnalare difficoltà nell’ascolto della propria intuizione, insicurezza o segreti che vengono rivelati. Potrebbe anche indicare un’eccessiva chiusura mentale o il rischio di rimanere intrappolati in una dimensione troppo intellettuale, senza mai tradurre le idee in azione.

Ella è custode del sapere occulto, guida silenziosa, ci invita a guardare oltre le apparenze e a connetterci con la nostra parte più profonda. Il suo messaggio è chiaro: la vera saggezza non si trova fuori, ma dentro di noi, e non può essere acquisita superficialmente, ma solo attraverso esperienza, riflessione e tempo.




ARTICLE AND TRANSLATION:
ANTONELLA BUTTAZZO
@antonella_buttazzo