Artist Maja Ceschin // Interview

Maja Ceschin is a talented photographer and visual artist from Pordenone, Italy.

Maja approaches the artistic world at a young age due to the stimulating environment that surrounds her and both her parents, provided with a strong inclination for the arts, too.

A large part of her time is dedicated to the realization of oneiric images, at times gloomy and grotesque, at times soft and romantic.

She works mostly with digital tools with the addition of various mixed techniques. She is also art director of Offbeat, a small upcycling fashion brand which gives new life to vintage and second hand clothing, making them unique pieces.


Maja Ceschin è una fotografa e visual artist pordenonese, si avvicina al mondo artistico già in tenera età grazie all’ambiente stimolante che la circonda ed entrambi i genitori dotati di una forte inclinazione per le arti. Dedica gran parte del suo tempo alla realizzazione di immagini sognanti a tratti cupe e grottesche a tratti delicate e romantiche. Lavora prevalentemente in digitale, con l’aggiunta di svariate tecniche miste. È inoltre direttrice artistica di Offbeat”, piccolo brand di moda circolare che dà una nuova vita a capi vintage e di seconda mano, rendendoli pezzi unici.




What are some of your favorite childhood memories?

Quali sono alcuni dei tuoi ricordi d’infanzia preferiti?


At first, I’d like to say that I was very lucky to have a childhood as I have had, full of formative experiences, love and privilege. But I hardly remember that period, maybe because it was way too full of emotions, difficult to summon in my mind: the whole scene appears to me like a photographic film burned in several points.

In this case, too, photographs come in help, summoning in me softly faded memories, a waterfall of divergent emotions surges over me while I’m watching old pictures.

The most vivid memories relate to the trips I took: in my young age, too, I used to steal my mom’s camera because I thought: I want to take this picture with me, I don’t want to forget it”. I was already aware of the power that a shot can provide, also if blurry and grainy. The trip to Venezuela comes to my mind: (I was ten, maybe?) the bleached sand, the sunburns, my homesickness, the stray dogs, fields of gigantic cactuses.

Another major experience was being raised in a house that was like a seaport, with friends who stopped for a bit, bringing each their own background, learning how to cohabit and share, in a pretty free space where, for example, was allowed to write on the walls.


Premetto che sono molto fortunata ad aver avuto un’infanzia come l’ho avuta io, ricca di esperienze formative, amore e privilegi. Ricordo però con fatica quel periodo, forse perché troppo ricco di emozioni, difficili da richiamare a me: vedo tutto come una pellicola fotografica bruciata in molteplici punti. Anche in questo frangente le fotografie vengono in mio soccorso rievocando in me un ricordo dolcemente sbiadito, una cascata di sensazioni contrastanti mi pervade nell’osservare le vecchie foto. I ricordi più vividi riguardano i viaggi fatti, già al tempo rubavo la macchina fotografica di mia madre perché pensavo, ”questa immagine la voglio portare con me, non voglio dimenticarmene”, ero già conscia del potere che può avere uno scatto anche mosso e sgranato. Mi ritorna alla mente quel viaggio in Venezuela, la spiaggia bianchissima, le scottature, la nostalgia di casa, i cani randagi, distese di cactus altissimi. Altra esperienza fondamentale è stata crescere in una casa che era come un porto di mare, con amici che si fermavano per periodi e che portavano ognuno il proprio vissuto, imparare a coabitare e condividere, in un ambiente piuttosto libero dove ad esempio era permesso scrivere sui muri.



Do you find your city an inspiring place to live? 

Trovi la tua città un posto stimolante dove vivere?


The city where I was born, after the 60’s economic boom, became a middle class reactionary place. So, here, decorum has always been the absolute value, where the hypocritical frigid aesthetic it’s more important than the substance, where the cleanup it’s done by sweeping the dust under the rug, where the majority of the people is afraid of the unknown and of the people who come from the outside: in such conditions, in the more sensitive ones, nothing but frustration would grow.

In opposition, strong subcultural movements generated: unfortunately, with a too soft political engagement, but still characterized by experimentalism and innovation.

Brilliant artists and musicians who were raised in Pordenone did receive an initial “push” but, inevitably, they felt the necessity to go away from here to continue to develop their art. These are some of the reasons why I define Pordenone as “the city of eternal departures”.
Was all of this stimulating to me? The answer is yes.

La città in cui sono nata, dopo il boom economico degli anni ‘60, è diventata d’impronta piccolo borghese e reazionaria. In un posto dove il decoro è sempre stato valore assoluto, dove la fredda estetica di facciata è più importante del contenuto, dove le pulizie si fanno mettendo la polvere sotto il tappeto, dove nei più vi è paura per ciò che non si conosce e che viene da fuori, non poteva che nascere frustrazione nelle persone più sensibili. Si genera così di per contro un forte movimento di subculture, purtroppo con poca impronta politica ma caratterizzato comunque da sperimentazione e innovazione. Inevitabilmente musicisti ed artisti geniali se da questa città hanno avuto in dono una spinta, ad un certo punto da essa fuggono. La definirei quindi “la città delle eterne partenze”. Tutto questo per me è stato stimolante? La risposta é si.



How would you describe your approach to portraiture photography?

Come descriveresti il tuo approccio alla fotografia ritrattistica?


When I take portraits I don’t care at all about making the subject appear impeccable, all nice and smooth. As a first thing, I try to express whatever hits me in that person: I analyze their/her/his face carefully, I’m attracted to physical uniqueness, like a strong nose, an asymmetric mouth, an improbable dimple, a hinted strabism…

I try to enlighten what usually one attempts to hide, I think that a flaw is often a point of strength, which underlines the uniqueness of the bodies.

Decorating and enlightening a face I try to bring out the inner strength of my subjects. Everybody has their own unrepeatable personalities and aura, colors and peculiar shapes. Those who decided to be photographed by me already know that they will not get a “hymn” to a shallow and plastic beauty but, I hope, a little celebration of their own singularity.


Quando scatto ritratti non mi interessa minimamente di far apparire il soggetto impeccabile, tutto liscio e tirato. Metto al primo posto ciò che in questa persona mi colpisce, studio attentamente il volto, sono attratta da unicità fisiche, come un naso importante, una bocca asimmetrica, una fossetta improbabile, uno strabismo accennato…
Cerco di dare luce a ciò che di solito si tenta di nascondere, ritengo che un difetto sia spesso un punto di forza, che sottolinea l’unicità dei corpi, decorando e illuminando il viso cerco di far emergere la forza interiore dei miei soggetti. Ognuno ha una sua personalità e aura irripetibile, colori e forme uniche. Chi decide di farsi fotografare da me sa già che non otterrà un inno alla bellezza finta e superficiale ma spero una piccola celebrazione della propria singolarità.



Which of your works has been most important to developing your personal style?

Quale dei tuoi lavori è stato il più importante nello sviluppo del tuo stile personale?


One of my self portraits, for sure.
At the beginning of my journey, when I did not manually edit my pics, yet, I had few subjects to portrait, or at least I was too shy for asking someone to pose for me, so I photographed almost myself, a bit to achieve confidence and learn to appreciate my body and also to try different techniques.

There’s a photo that portrays my back in the mirror: in this pic I draw clumsily with crayons and a felt pen… I feel like that was my game changer. I understood that I enjoyed working that way and I continued cautiously until it became my trademark. Later on, I began to doodle everywhere and now I can’t avoid adding handmade details.

A naked and cold shot pleases me no longer: I have to blow off materially my marks on it, it’s compelling.


Sicuramente uno dei miei autoritratti. All’inizio del mio percorso, quando non avevo ancora cominciato ad intervenire manualmente sulle mie foto, avevo pochi soggetti da fotografare o comunque ero troppo timida per chiedere a qualcuno di posare per me, così fotografavo quasi solo me stessa, un po’ per acquisire sicurezza ed imparare ad apprezzare e conoscere il mio corpo e un po’ per sperimentare varie tecniche. C’è una foto che mi ritrae di spalle allo specchio, su cui sono intervenuta maldestramente con pastelli e tratto pen, credo sia stato il punto di svolta, li ho capito che mi piaceva lavorare con quella modalità e ho continuato con cautela finché non è diventato un po’ il mio segno distintivo. Successivamente ho iniziato a scarabocchiare ovunque ed ora non riesco più a non aggiungere dettagli a mano, non mi soddisfa più esclusivamente lo scatto nudo e crudo, ci devo sfogare fisicamente i miei segni, è imperativo.



Let’s talk about art techniques, could you please tell us about your creative process?

Parliamo di tecniche artistiche, potresti parlarci del tuo processo creativo?


I think that my pictures are born in my dreamlike world. When I open my eyes in the morning, the research of images and techniques needed to represent and express my innermost sensations – incommunicable through words – takes place. Unfortunately, I get stuck when deadlines and themes are imposed to me because what I do in my art is the product of what I feel, nothing to do with the classic production methods.

Regarding the more technical side, I found my own effective procedure which allows me to always get results of which I am satisfied. Once I took a picture – I mainly use a digital camera (even if I’m under a strong fascination for analog photography) – I usually edit it altering the colours to obtain an unreal and dreamy aesthetic, after I print it and rip it, I paint it, I warp it, I transform it: a totally random personal ritual. Once I’m done, I will scan it and then I edit it once again until it’s needed.

The resulting image has a porous and raw texture. My working process is calculated but never stiff and predictable. It surprises me everytime. So, the initial idea comes back to me digested and full of new meanings.


Credo che le immagini nascano nel mio mondo onirico, quando apro gli occhi al mattino inizia nella mia testa la ricerca d’immagini e tecniche per rappresentare e trasmettere le sensazioni recondite, non comunicabili a parole. Purtroppo mi blocco quando mi vengono imposti temi e scadenze perché quello che faccio è quello che sento, non assoggettabile alle classiche modalità produttive. Per quanto riguarda il lato più tecnico ho trovato una mia procedura efficace che mi permette di ottenere sempre dei risultati di cui sono soddisfatta. Una volta catturata un’immagine, prevalentemente in digitale (anche se sto subendo una forte fascinazione per la modalità analogica), la modifico di solito alterandone i colori per ottenere un’estetica sognante e surreale, successivamente la stampo e la strappo, la coloro, la dipingo, la distorco, la trasformo, un rituale personale del tutto casuale. Una volta che sono soddisfatta del risultato la scannerizzo e la modifico ulteriormente in digitale, ripetendo il processo quante volte è necessario. Ne risulta un’immagine dalla texture grezza e porosa, materica. Il mio è un processo calcolato ma mai rigido e prevedibile, che ogni volta mi sorprende. L’idea di partenza mi ritorna così digerita e carica di nuove evocazioni.



Which zodiac sign are you? Do you think that your birth chart influences your art?

Che segno sei? Pensi che il tuo tema natale influenzi la tua arte?


I’m taurus rising pisces, so – theoretically – stubborn, possessive, concrete but also emotional, creative and empathetic… Surely, in some ways being born under those signs affects how I perceive the world around me, how I interact with people and my creative process.

Universal symbolism fascinates me a lot. I learned – awkwardly – how to read the tarots and I firmly believe that there isn’t only what we can see with our physical eyes.
First of all, I let myself be guided by my instinct: if I feel that something is right for me I don’t get misled by someone else’s opinions and this is what allows me to have a clear vision of what I want, especially in the artistic sphere.

That said, I don’t give too much weight to what according to the stars should define me, it’s just another useful perspective to keep in mind but it does not rule my destiny for sure. I don’t read the horoscope everyday to know if I should buy oranges or not or if it’s better to avoid conflict with those who are aries or open my heart to the scorpion ones.


Io sono toro ascendente pesci, perciò teoricamente testarda, possessiva, concreta ma anche emotiva, creativa, empatica… sicuramente in qualche modo essere nata sotto questo segno influenza come percepisco il mondo intorno a me, come interagisco con le persone e il mio processo creativo. Mi affascinano molto le simbologie universali, ho imparato (maldestramente) a leggere i tarocchi e credo fortemente che non ci sia solamente quello che riusciamo a vedere con i nostri occhi fisici. Mi faccio guidare sempre dall’istinto prima di tutto, se sento che una cosa è giusta per me non mi faccio depistare dai giudizi altrui e questo mi permette di avere una visione chiara di quello che voglio soprattutto nella sfera artistica. Detto questo non do troppo peso a quello che secondo le stelle dovrebbe definirmi, è solo un’altra prospettiva utile di cui tener conto ma sicuramente non governa il mio destino: non leggo l’oroscopo tutti giorni per vedere se oggi mi conviene o no comprare le arance, evitare conflitti con i segni ariete o aprire il mio cuore agli scorpioni.


Girl with paint on the face
Underground artist maja ceschinMaja Ceschin
IG: @majaceschjn
FB: MAJA CESCHIN

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Yeah!You're a dreamer now!