Photographer Serena Salerno // Interview

Instinctive and unorganized. Serena, a girl from the province of Naples, uses photography as a means of expression, or maybe therapeutic.
Portraiture predominates her work, in search of emotion, of human contact, she continually stands in front of what she shoots, recognizing and identifying herself. Part of her work is also the telling of the everyday, the people she encounters, the relationships that mingle with her surroundings. The beauty of sincerity is her cardinal engine.

Istintiva e poco organizzata. Serena, una ragazza della provincia di Napoli, usa la fotografia come mezzo d’espressione, o forse terapeutico. Il ritratto predomina il suo lavoro, alla ricerca dell’emozione, del contatto umano, si pone di continuo di fronte a ciò che scatta, riconoscendosi ed identificandosi. Parte del suo lavoro è anche il racconto del quotidiano, le persone che incontra, le relazioni che si mischiano con ciò che la circonda. La bellezza della sincerità è il suo motore cardinale.


What’s your relationship with self-portrait?

Che relazione hai con l’autoritratto?


In the last few years I have begun to consider myself as the subject of my photos. Initially I was totally focused on the other, because from it I was stealing what I could not find in myself.

When I began to gain self-awareness, I began to take shape in my photographs.

It is very rare that I recognize myself in the pictures that others take of me, when I am alone I can have control over everything and that frees me. Most of the time when I decide to take pictures of myself I’m m not in a good mood, it also leaks out from the pictures, in fact I do it because I find it very therapeutic, somehow it lightens me, as if I can close in the camera the weight I feel on me.


Negli ultimi anni ho iniziato a prendermi in considerazione come soggetto delle mie foto. Inizialmente ero totalmente concentrata sull’altro, perchè da esso rubavo ciò che in me non trovavo. Quando ho iniziato ad acquisire consapevolezza di me stessa ho iniziato a prendere forma nelle mie fotografie.

È molto raro che mi riconosco nelle foto che mi fanno gli altri, quando sono sola posso avere il controllo su tutto e ciò mi libera. La maggior parte delle volte che decido di fotografarmi non sono di buon umore, trapela anche dalle immagini, lo faccio infatti perché lo trovo molto terapeutico, in qualche modo mi alleggerisce, come se riuscissi a chiudere nella macchina fotografica il peso che sento addosso.


Your portraits are deep, nude, sometimes sad we may say, are you a melancholic person?

I tuoi ritratti sono profondi, nudi, qualche volta tristi. Sei una persona malinconica?


Yes I’m a melancholic person, in fact I often write.

I have wondered where this melancholy comes from, it’s something I associate with the place where I was born, the people who surrounded me. Ever since I was a child I felt that I was missing something, like I was in the wrong place, and this is an emotion I still feel today.

It’s not the first time I’ve been told that my photos are melancholic, it’s not something I was aware of or that I was doing voluntarily, if I had to explain why this is what comes to the viewer I couldn’t answer that, when I shoot I don’t think and when I start thinking I already know that that’s not going to be a good photo.

This is what fascinates me about photography, without words and control, but only through instinct, you can manage to turn a feeling into matter, and materializing it makes other people can recognize and feel somehow caressed.


Si sono una persona melanconica, infatti spesso scrivo.

Mi sono chiesta da dove venga questa malinconia, è una cosa che associo al posto dove sono nata, le persone che mi hanno circondata. Sin da bambina sentivo che mi stavo perdendo qualcosa, come se fossi nel posto sbagliato e questa è un’emozione che provo ancora tutt’oggi.

Non è la prima volta che mi dicono che le mie foto sono malinconiche, non è una cosa di cui mi rendevo conto ne che facessi volontariamente, se dovessi spiegare perché questo è ciò che arriva a chi le guarda non saprei risponderti, io quando scatto non penso e quando inizio a pensare so già che quella non sarà una bella foto.

È questo che mi affascina della fotografia, senza parole e senza controllo, ma solo grazie all’istinto, si può riuscire a trasformare un sentimento in materia, e materializzarlo fa si che altre persone possano riconoscersi e sentirsi in qualche modo accarezzati.


“A Soft Gaze at Intimacy” is one of your collective projects (SelfSelf), but it could also be the description of your style, what do you think?

Uno sguardo morbido su Intimità” è uno dei progetti collettivi a cui hai partecipato, ma potrebbe anche essere la descrizione del tuo stile, cosa ne pensi??


I absolutely agree, in fact when they told me the title of the book I recognized myself in it very much, and like me all the other female photographers. Participating in this project was in fact food for thought, we feel so distant from everything else and instead we are much closer than we imagine, always attracted to what everyone wants to hide, intimacy I think is one of the search engines that unites many artists, regardless of the medium, because it’s in intimacy that we are pure, a trait that is increasingly rare in people, unfortunately.

Purity is poetry.


Sono assolutamente d’accordo, infatti quando mi hanno detto titolo del libro mi ci sono riconosciuta molto, e come me tutte le altre fotografe.

Partecipare a questo progetto è stato infatti uno spunto di riflessione, ci sentiamo così distanti da tutto il resto e invece siamo molto più vicini di quanto immaginiamo, sempre attratti da ciò che tutti vogliono nascondere, l’intimità credo che sia uno dei motori di ricerca che accomuna molti artisti, a prescindere dal mezzo, perché è nell’intimità che siamo puri, caratteristica sempre più rara nelle persone, purtroppo.

La purezza è poesia.


Do you see your life “photographically”?

Vedi la vita in modo fotografico?


Yes very much, I’m an aesthete so I’m attracted to everything that gives pleasure to the eye, but at the same time I’m very attached to the fatiscence, always due to the place where I was born, because in it I recognize many emotions and feelings that circulate within me. However, this doesn’t lead me to shoot everything I feel, often when I experience new and very charged emotions, I’m almost afraid of invading the other if I pick up the camera, as if by the act of shooting I would go into interference with that emotion I’m feeling and for fear of invading it I freeze. Every time I do that though then I regret it, so I’m trying to work on this approach, or rather this fear.

Fear…everything it touches withers.


Si molto, sono un’esteta quindi sono attratta da tutto ciò che da piacere alla vista, ma al tempo stesso sono molto legata alla fatiscenza, sempre dovuta al luogo in cui sono nata, perché in essa riconosco molte emozioni e sensazioni che circolano dentro di me. Però ciò non mi porta a scattare tutto ciò che sento, spesso quando vivo emozioni nuove e molto cariche, ho quasi paura di invadere l’altro se prendo la macchina fotografica, come se con l’atto di scattare andrei in interferenza con quell’emozione che sto sentendo e per paura di invaderla mi blocco. Tutte le volte che lo faccio poi però me ne pento, quindi sto cercando di lavorare su questo approccio, o meglio su questa paura.

La paura…tutto ciò che tocca inaridisce.


Do you have a specific concept that you’re working?

Stai lavorando a qualche progetto specifico adesso?


Raw nerves.

I actually have a hard time focusing on one thing, being very instinctive I get carried away and that leads me to scatter and have a hard time finishing things.

For the past few years I have been photographing my grandparents as soon as I can, I continue to photograph everything that’s part of my life because I like the idea of having a photographic path of everything I have experienced.

I started by working on nudes because it helped me get in touch with my femininity. Lately it’s rarer that I do that, or I do it but on people always related to my daily life, so I think I’m going through a transition phase where I’m trying to recognize myself, I’m merging more with photography, like it’s a third limb. I’m not good at picking a theme and working on it, everything is too tied to my emotional state, but I admit I’m trying to work on that as well.

In short, I have a lot to work on.


Nervo scoperto.

In realtà ho difficoltà a concentrarmi su un’unica cosa, essendo molto istintiva mi lascio trasportare e ciò poi mi porta a disperdermi e avere difficoltà a concludere le cose.

È da qualche anno che appena posso fotografo i miei nonni, continuo a scattare tutto ciò che fa parte della mia vita perché mi piace l’idea di avere un percorso fotografico di tutto ciò che ho vissuto.

Ho iniziando lavorando sui nudi, perché mi aiutava ad entrare in contatto con la mia femminilità. Ultimamente è più raro che lo faccia, oppure lo faccio ma su persone sempre legate al mio quotidiano, quindi credo che sto vivendo una frase di transizione in cui sto cercando di riconoscermi, mi sto fondendo di più con la fotografia, come se fosse un terzo arto. Non sono brava a scegliere un tema e lavorarci su, tutto è troppo legato al mio stato emotivo, ma ammetto che sto cercando di lavorare anche su questo.

Ho molto su cui lavorare insomma.


Which zodiac sign are you? Do you think that your birth chart influences your art?

Che segno sei? Pensi che il tuo tema natale influenzi la tua arte?


I am Leo. Precisely sun in Leo ascendant Aries and moon in Aquarius. In short, a bit of a mess. I am a big believer in astrology and the energies that surround us and emanate from us.

Certainly my birth chart influences my art, indeed, Leo and Aries are associated with ego and narcissism, something that in everyday life I actually experience very little of, I consider myself a very humble person and this humility can sometimes turn into insecurity, in photography I feel free to be able to pour out this more aggressive side of me, it allows me to show off, which is essential for a Leo.


Sono Leone. Precisamente sole in Leone ascendente Ariete e luna in Acquario. Insomma un po’ incasinata. Credo molto nell’astrologia e alle energie che ci circondano e che emaniamo. Sicuramente il mio tema natale influenza la mia arte, anzi, Leone e Ariete vengono associati ad ego e narcisismo, cosa che nel quotidiano in realtà vivo poco, mi reputo una persona molto umile e quest’umiltà a volte può trasformarsi in insicurezza, nella fotografia mi sento libera di poter riversare questo mio lato più aggressivo, mi permette di mettermi in mostra, cosa essenziale per un Leone.

SERENA SALERNO
IG: @serenasalerno
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