LA PROMESSA DEL PIROMANE // Ultimo episodio

Episodio 4, l’ultimo della serie (Leggi dall’inizio: EPISODIO 1 )

DICEMBRE 2021
Mi alzo dal letto soddisfatta, sciolta, come sapevo mi sarei sentita. Dopo mesi passati a pensare e pensare e pensare ho deciso di agire.

Per essere una persona che pensa molto capisco davvero poco di quello che mi succede. Ho cominciato a scrivere il racconto di una relazione durata dieci anni e mai cominciata con la speranza che il senno del poi mi avrebbe aiutata a dare una certa linearità ai miei comportamenti, ai miei sentimenti, a ricordare quelli degli altri e dire “aha, ora capisco perché XYZ ha fatto/detto questo, ora tutto ha un senso”. Come succede nelle serie tipo il tenente Colombo o la Signora in giallo, prima degli ultimi cinque minuti sembra che gli indizi siano scollegati tra di loro, che tutti e nessuno siano colpevoli e poi arriva Jessica Fletcher e mette gli avvenimenti in fila e ti si accende la lampadina, ti chiedi come hai fatto a non capire prima che la colpa era del maggiordomo.

Ho scritto trattenendo il fiato, sperando arrivasse Angela Lansbury e smascherasse il mio maggiordomo.
Non so se alla fine scrivere mi abbia davvero aiutata a fare chiarezza, anche perché non sono stata completamente onesta: ho tralasciato i momenti più tristi, le cose imperdonabili che ci siamo detti negli anni, un po’ perché non mi andava di pensarci, un po’ perché vorrei che chi legge provi empatia per me e per lui, qui non ci sono vittime o vincitori.

Piuttosto, scrivere mi ha fatto capire che la chiarezza me la sarei dovuta andare a cercare da sola, che l’avrei dovuta afferrare per il bavero e darle una bella scrollata.

Sono sempre stata una brava ragazza e ora me ne pento. Sono più vicina ai trenta che agli anni dell’adolescenza e, se potessi tornare ad avere diciassette anni, prenderei la decisione di causare più problemi di quanto non abbia fatto quando sarebbe stato appropriato: violerei il coprifuoco, risponderei a tono ai professori più saccenti, mi dichiarerei al ragazzo che mi piaceva anche se aveva la fidanzata.

Sono sempre stata una brava ragazza, ho sempre fatto quello che ci si aspettava da me: voti ottimi sempre (mai in matematica), due lauree, rispettosa e ubbidiente. Ho sempre aperto al bocca quando mi veniva chiesto di farlo, l’ho sempre aperta più grande quando mi veniva intimato. Poi però è naturale che io mi sia stufata, che mi sia venuta voglia di chiudere i denti attorno alle dita che mi frugano dentro da così tanto.

Gli ho mandato un messaggio, inviandogli le pagine che ho scritto nelle ultime settimane. Ha risposto dicendo che voleva vedermi ed è venuto a Firenze. Ora è qui, nel mio letto, mentre io sono a fare la doccia.
Metto via il rasoio che ho appena finito di usare. Controllo di aver pulito bene le unghie. Passo il pettine tra i capelli umidi, mi metto la crema sul viso e mi lavo i denti.

Mi guardo allo specchio un’ultima volta prima di raggiungere il ragazzo con i bei polsi e gli occhi intensi. Mi infilo sotto le lenzuola e faccio una smorfia di leggero disgusto: sono umide, c’era da aspettarselo dopo quello che abbiamo fatto ma fa comunque un po’ schifo. Poco male, domani farò una lavatrice e comunque sono talmente stanca che le lenzuola appiccicaticce non mi danno poi così tanto fastidio.
Alla fine, siamo onesti, la colpa di quello che è successo è solo sua. È lui che mi ha sempre ripetuto che quando eravamo insieme non mi dovevo trattenere, non mi dovevo nascondere. Era lui quello che gemeva chiedendomi di fargli male, malissimo, di infilare le mie unghie ancora più in profondità sulla sua pelle, di stringere di più i denti attorno alla sua carne. Gli ho solo dato quello che mi aveva chiesto e, quando l’agonia si è unita al piacere, gli ho fatto provare un’estasi totale, come nessuno mai gli aveva fatto e mai gli farà provare.

Gli infissi di camera mia sono vecchi, entrano spifferi terribili. Mi giro verso di lui e mi stringo al suo fianco per cercare un po’ di calore, anche lui però ha freddo.
Lo guardo e non è mai stato così bello: i capelli scuri sono spettinati, gli occhi chiusi e ci sono tracce di un sorriso estatico ancora visibili agli angoli delle labbra.
La sua gola è aperta, rossa come una seconda bocca. Per fortuna che le lenzuola sono blu scuro, le macchie di sangue andranno via con facilità. Sarà più complicato smacchiare il materasso, ma ci penserò domani e comunque non ho sporcato più di tanto. Sono della Vergine e mi piacciono le cose fatte per bene.

Molte delle mie amiche più strette sono fidanzate da anni e si annoiano. Stanno bene con i rispettivi ragazzi ma si annoiano. E quindi mi scrivono a cadenza regolare per chiedermi aggiornamenti sulla mia vita sentimentale. Hanno la certezza che avrò qualcosa da raccontare ogni volta. Così io racconto e loro possono tornare dai loro ragazzi, rassicurate dal fatto che sì, magari si annoiano ma almeno non sono single.

Mi addormento pensando che ho appena dato alle mie amiche fidanzate qualcosa di cui parlare per molti anni a venire.

Mi addormento pensando che lui e io siamo finalmente in sintonia, come il mio collega e la sua compagna, ed è solo merito mio.
Ora siamo davvero la coppia perfetta.


THE PYROMANIAC’S PROMISE // LAST EPISODE

Episode 4, The Last of the Series (Read from Beginning: EPISODE 1)

DECEMBER 2021

I get up from bed feeling satisfied, loose, just like I knew I would. After months and months of thinking I decided to act.

For being someone who thinks so much, I understand very little of what happens to me.

I started writing the story of a relationship that lasted ten years but never really began with the hope that hindsight would bring some measure of coherence to my behavior and my feelings, or those of other people, where I’d suddenly think, “ah-ha, now I get why XYZ said/did this, now everything makes sense.” That’s kind of what happens in TV shows like Columbo or Murder, She Wrote; before the last five minutes, it seems like the clues have no relation to one another, that anybody and nobody might be guilty and then Jessica Fletcher swoops in to lay down the facts and a lightbulb goes off in your head and you wonder how you didn’t see that the butler had been guilty all along.

I wrote holding my breath, hoping Angela Lansbury would come to unmask my own personal butler.

I’m not sure writing really helped me make things any clearer, maybe that’s because I haven’t been completely honest: I left out the saddest parts, the unforgivable things that were said throughout the years. On the one hand, I didn’t want to think about them and on the other, I did it because I want for my readers to feel empathy for both me and him— there are neither victims nor winners here.

Rather, writing made me realize that I would have to go look for clarity myself, that I would have to grab it by the lapels and give it a good shake.

I have always been a good girl and I regret that now. I’m closer to my thirties than to my teenage years and, if I could go back to seventeen, I’d make the conscious decision to cause more trouble than I did: I would violate the curfew, I would talk back to pedantic teachers, I would declare myself to the boy I liked even if he had a girlfriend.

I have always been a good girl, always did what was expected of me: great grades always (but never in maths), two degrees, respectful and obedient. I have always opened my mouth when asked to, always opened it wider when ordered to. I think it’s only natural that I am sick of it now, that I feel the urge to close my teeth around the fingers that have been probing inside of me for so long.

I texted him, sending him the pages I wrote in the past few weeks. He replied saying that he wanted to see me and he came to Florence. He’s here now, in my bed, while I’m showering.

I put away the razor I just finished using. I check that my nails are clean. I comb my wet hair, moisturize my face and brush my teeth.

I look at myself in the mirror one last time before joining the boy with the lovely wrists and the intense eyes. I slip under the covers and grimace: they’re slightly moist, it was to be expected after what we got up to but it’s still kind of gross.

No matter, I’ll do the laundry tomorrow and I’m so tired that the sticky sheets don’t bother me that much.

In the end, let’s be honest, what happened is his fault and his fault alone. He was the one who told me he didn’t want me to hold back, didn’t want me to hide. He was the one moaning, asking me to hurt him, badly, to clamp my teeth harder around his flesh. I just gave him what he was asking for and, when agony met pleasure, I gave him total ecstasy, like no one ever had before and no one ever will again.

The window frames in my bedroom are old, it’s terribly drafty in here. I turn towards him and curl up to his side to find some warmth but he’s cold too.

I look at him and he’s never been more handsome: his dark hair ruffled, his eyes closed, with traces of an ecstatic smile lingering on the corners of his lips.

His throat is cut wide open, red like a second mouth. Thank goodness my sheets are dark blue, the blood stains will come out easily. It’ll be more of a challenge to remove the ones on the mattress but I’ll worry about that tomorrow and, besides, I didn’t really spill that much. I am a Virgo and I like it when things are done nice and neat.

Many of my closest friends have been with their boyfriends for years and they’re bored. They’re comfortable, but bored. And so they regularly text me asking for updates on my love life. They’re sure that I’ll always have some tale to regale them with. I tell them and they go back to their boyfriends, reassured by the fact that, sure, they might be bored but at least they’re not single.

I fall asleep thinking that I just gave my friends something to talk about for years to come. I fall asleep thinking that him and I are finally in sync, just like my colleague and his partner, and it’s all thanks to me.

Now we really are the perfect couple.

Author: Matilde Castagnoli

ARTICLE AND TRANSLATION BY Matilde Castagnoli (@matilde.castagnoli)
EDITING ITALIANO: Andrea Ciappi (@andreaciappi)
ENGLISH EDITING: Kelly Jost Gardiner (kj.gardiner)
ILLUSTRATIONS: Melissa Perella (@me_per_e)
COVER DESIGN: @federizka

Need advice?
Our agony witches are ready to help you!

Hai bisogno di un consiglio?
Scrivi alla nostra posta del cuore stregata…

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Yeah!You're a dreamer now!

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