LA PROMESSA DEL PIROMANE // Episodio 2

MARZO 2012
Durante l’intervallo una mia compagna di classe mi chiede se mi sono accorta che c’è un ragazzo dell’altra sezione che mi guarda come se fosse in trance. Certo che me ne sono accorta; è difficile non sentirsi addosso uno sguardo del genere.
È il momento in cui mi rendo conto di piacergli e l’immagine è impressa nella mia mente come se fossero passati solo cinque minuti da allora: lui, appoggiato alla parete del bar del liceo, alto ma non ancora bello come sarebbe diventato con il passare degli anni.
Mi guarda e basta, non si cura della possibilità di venire colto nell’atto. Capisco anche che potrei campare millenni e nessuno mi amerà mai come lui mi ha amata al liceo, con quella passione affannosa possibile solo a un ragazzo che non ha altro da fare se non studiare filosofia, fumare con gli amici e struggersi per una ragazza che lo ignora.

OTTOBRE 2013
Mette la testa nella tazza del water e vomita. Poi comincia a piangere e intanto continua a vomitare. L’alcol l’ha intristita e ora si dispera per un ragazzo. Mi sento un po’ in colpa, sono io quella che le ha versato da bere per tutta la serata, la mia mano è stata forse troppo pesante e ora eccola qui, con la guancia appoggiata alla tavoletta. Sia come sia, ha bisogno di aria.
La poverina non sta in piedi, devo trascinarla. Io la sorreggo da un lato e lui, che come sempre compare al mio fianco quando più ne ho bisogno, le mette un braccio intorno alla vita e la sostiene dall’altro. Cerchiamo di districarci nella calca, siamo in troppi in questo appartamento. Scavalchiamo una mia compagna di classe sdraiata per terra, passiamo di fianco a un’altra che, seduta sui gradini fuori dalla porta, sta raccontando di essere lesbica a uno sconosciuto.

Riusciamo ad arrivare in cortile: io sto bene, ho bevuto poco, ma una volta fuori accolgo con sollievo l’aria pungente che mi rinfresca le guance in fiamme.
Ci sediamo sul bordo del marciapiede. La mia gonna è troppo corta e so già che mi si congeleranno le cosce; in più mi accorgo con fastidio che le mie calze sono bucate. L’amica triste è seduta tra di noi, con la testa appoggiata alla mia spalla. Entrambi le accarezziamo piano la schiena e intanto parliamo cercando di ignorare il suono umido del suo pianto.

Lui decide che è il momento opportuno per lanciarsi in una delle sue solite dichiarazioni d’amore. Ce ne sono state parecchie negli ultimi tempi e non so bene cosa farmene. Cominciano a darmi un po’ fastidio, come il mio ennesimo paio di calze bucate.
Questa volta mi guarda dritta negli occhi e mi dice che non gli piaccio più e che però mi aspetterà per sempre. Magari tra vent’anni sarà sposato e con dei figli ma, se io dovessi decidere che è arrivato il momento giusto, se mai dovessi bussare alla sua porta e dire via via, vieni via con me, lui mi seguirebbe senza nemmeno lasciare un biglietto di spiegazioni alla famiglia.

Sappiamo entrambi che è una cazzata colossale però sappiamo anche che il fatto di essere brilli ci protegge, la prossima volta che ci vedremo potremo fingere di non ricordare e di essere solo amici quando in realtà mai lo saremo.
La gente che urla dalla terrazza, e la vicina che strilla di rimando di stare zitti o chiamerà la polizia, mi riportano alla realtà. La nostra amica comincia piano a riprendersi, è ora di riportarla in casa e lavarle la faccia per cercare di renderla quanto più possibile presentabile prima che arrivi sua mamma.

LUGLIO 2017
Mi accorgo di aver fatto una cazzata. Devo trovare un modo per rimediare: lo chiamo ed è sorpreso. È al supermercato quando mi risponde, in sottofondo si sente un annuncio all’interfono. Io sono a Firenze e fa caldissimo.
Gli dico che mi sono accorta di aver fatto una cazzata, possiamo vederci? Ci incontriamo. Ho appena tagliato i capelli e il mio collo è nudo e il vento del mare me lo accarezza e io immagino le sue dita sulla mia giugulare. Ordino un Moscow Mule e il bicchiere di rame mi suda in mano, bevo e la condensa mi cola lungo il polso. Spiego che ho capito che tra di noi potrebbe davvero funzionare, che ora lo voglio anche io, ora so che insieme potremo stare davvero bene. Lui però ha la ragazza da qualche mese. In realtà lo avevo intuito da alcune foto pubblicate sui social, mi ero aggrappata a un barlume di speranza. Quattro anni prima mi aveva detto che per me avrebbe lasciato la futura moglie ma era una bugia e, ripensandoci, non poteva essere altrimenti.

Poco dopo mi alzo per andare via e lui mi afferra per la gonna del vestito e mi tira a sé. Chi ha la ragazza non dovrebbe baciare in questo modo un’altra persona.

ILLUSTRATION: Melissa Perella (@me_per_e)

NOVEMBRE 2014
Sabato sera, cena di compleanno di una amica. C’è anche lui.
Siamo seduti uno di fronte all’altra a un tavolo che presenta gli avanzi di una tipica cena tra diciannovenni: una pizzata che si conclude con troppo limoncello. Gli altri sono in bagno o fuori a fumare. Mi pianta gli occhi addosso e mi dice che la cosa che gli dà più fastidio di tutta questa situazione è che, se mi incontrasse ora per la prima volta in un bar, sarei inappellabilmente sua. Un’ arroganza e un desiderio tali da lasciarmi senza fiato. Questa è una frase a cui ripenso spesso. Come potrei non farlo? Quella sera ci baciamo per la prima volta, seduti sul marciapiede fuori da una discoteca ma lui ha la ragazza.

Il giorno dopo esco dal lavoro, è tardi e fa freddo e sono stanca. Mi avvio verso la macchina e intanto controllo i messaggi. Prima di iniziare il mio turno gli avevo scritto, spiegando che sì, lui mi piace ma chi me lo assicura che, se stessimo insieme, non mi riserverebbe lo stesso trattamento che sta riservando ora alla sua ragazza? Ripensandoci mi viene da ridere perché la verità è che avevo diciannove anni e avevo paura.

La sua risposta mi fa sentire come se stessi avendo le allucinazioni. Mi dice che se stesse con me avrebbe accanto la ragazza che vuole davvero però no, non potrebbe promettermi che non mi tradirebbe mai perché sarebbe come la promessa del piromane di non andare più in giro per i boschi. Aggiunge anche che è probabile che io abbia ragione: aveva sempre pensato che baciarmi sarebbe stato come la seconda venuta di Cristo ed era rimasto deluso dalla scoperta che le mie labbra erano poco più che un occhiolino dal cielo.
Il suddetto cielo sopra al parcheggio è inchiostro e arancione neon io e penso che da questa sera non voglio più avere nulla a che fare con lui.
Tra noi è finita.

ILLUSTRATION: Melissa Perella (@me_per_e)

THE PYROMANIAC’S PROMISE // EPISODE 2

MARCH 2012 
During recess a classmate of mine asks whether I’ve noticed that there’s a boy from another class who stares at me as if he were in a trance. Of course, I’ve noticed: it’s hard not to feel such a gaze when it fixates on you. That is the moment I realize he likes me, and it remains seared in my mind, as if only five minutes have passed since then: him, leaning against the wall of the cafeteria, tall, but not yet as handsome as he would become in the years to follow. He just watches me, not worried in the least at the risk of getting caught. Suddenly, I feel I could live a million years and no one would ever love me as much as he could, with the breathless passion of a boy who has nothing to do but study philosophy, smoke with his friends and pine after a girl who ignores him.

OCTOBER 2013
She sticks her head in the toilet bowl and vomits. Then she starts to cry and vomits some more. The alcohol made her sad and now she’s sad because of some boy. I feel a bit guilty because I’m the one who’s been pouring drinks all night long. My hand might’ve been a tad too heavy and now, here she is, her cheek resting on the toilet seat. Be that as it may, she needs some air.                      

She can barely stand up, poor thing, so I’m forced to drag her. I prop her up on one side and he, who always appears right when I need him the most, wraps his arm around her waist and supports her from the other. As we make our way through the crowd, it becomes clear there are way too many people in this apartment. We step over one of my classmates lying on the floor, before passing another who’s sitting on the steps outside the door. She’s coming out to a complete stranger.

We manage to get to the front yard: I’m doing fine. I didn’t drink that much, but once outside, I welcome the crisp air on my burning cheeks with a sigh of relief. We sit on the curb. My skirt is too short and I already know that my thighs will freeze over; I’m annoyed to find a hole in my tights. Our sad friend sits between us, with her head on my shoulder. We both stroke her back gently and talk, trying to ignore the wet sound of her sobs. He decides this is the appropriate time and place to launch into one of his usual declarations of love. There have been many of these over the past few months and I don’t really know what to do with them. They’re starting to annoy me, like my umpteenth pair of torn tights.

This time around, he looks me straight in the eye and tells me that he doesn’t like me anymore and yet, he’ll wait for me forever. Maybe in twenty years he’ll be married with kids but, if I were to decide that the time has finally come, if I were to knock on his door and ask him to come away with me, he would follow me without even leaving a note to say goodbye to his family.                                                                                                                          

Sometimes two plus two equals five.                                                                                         

We both know it’s bullshit but we also know that being tipsy is protecting us. Next time we meet we’ll pretend like we don’t remember the things he’s just said and that we’re friends when, in reality, we never will be. People screaming from the balcony, the downstairs neighbor screaming back to shut up or she’ll call the police—bring me back to reality. Our friend is slowly starting to sober up, so it’s time to take her back inside to wash her face and make her look as presentable as possible before her mother arrives.

JULY 2017
I realize that I’ve fucked up. I need to find a way to make things right: I call him and can hear the surprise in his voice when he answers. He’s at the supermarket. I still remember this detail and the sound of an announcement on the intercom in the background. I’m in Florence and the heat is sweltering. I tell him I realize I’ve fucked up––can we meet? We meet.

I’ve just had my hair cut and my neck is naked; the wind from the sea is licking it and I imagine his fingers on my jugular. I ask for a Moscow mule and the copper glass sweats in my hand, condensation dripping down my wrist as I drink. I explain that I know things could really work between us now, that now I want it too, now I know that we could be good together. But he’s had a girlfriend for a few months. I’d actually intuited this from some pictures posted on social media, but held onto hope. Four years ago, he told me he would’ve left his future wife for me but it was a lie and, thinking back on it, it couldn’t have gone differently. Shortly after I get up to leave, he grabs me by the edge of my dress and pulls me to him. If you have a girlfriend, you shouldn’t kiss someone else like that.

NOVEMBER 2014
There’s a Saturday evening birthday dinner for a friend. He’s there as well. We’re sitting in front of one another at a table that bears the remnants of a typical dinner between nineteen-year-olds: first pizza and then way too many shot glasses of limoncello. The other guests are either in the restroom or outside smoking. He fixes his eyes on me and tells me the thing which annoys him the most is that, if he were to meet me for the first time in a bar right now, I would be unquestionably his. Such arrogance and desire leave me breathless. This is a sentence I often think back on, and how could I not? We kiss for the first time that night, it’s actually the second time but the first didn’t count, sitting on the curbside outside of a club. He has a girlfriend though.

The following day, I leave work late. It’s cold and I’m tired. I walk towards my car and check my texts. I had texted him before the beginning of my shift explaining that yes, I like him, but how could I be sure that if we were to be together, he wouldn’t treat me the way he’s been treating his current girlfriend? Thinking about it now, I can’t help but laugh because the truth is, I was nineteen and scared. His answer makes me feel as if I were hallucinating. He says that if he were with me, he’d be with the girl he really wants. But no, he can’t promise that he wouldn’t cheat on me because that would be like a pyromaniac’s promise not to wander around in the woods. He also adds that it’s highly probable I’m right: he always thought kissing me was going to be like the second coming of Christ and he’d been disappointed when he found out that my lips were barely a blink from the sky. The aforementioned sky above the parking lot is ink and neon orange and I think that I never want anything to do with him ever again. It’s over between us.

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LA PROMESSA DEL PIROMANE // Episodio 1

“È seduto davanti a me mentre scrivo, se lo sapesse chiederebbe un ordine restrittivo”.


Author: Matilde Castagnoli

ARTICLE AND TRANSLATION BY Matilde Castagnoli (@matilde.castagnoli)
EDITING ITALIANO: Andrea Ciappi (@andreaciappi)
ENGLISH EDITING: Kelly Jost Gardiner (kj.gardiner)
ILLUSTRATIONS: Melissa Perella (@me_per_e)
COVER DESIGN: @federizka


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